La società dei privilegi

In un’intervista recente, un noto uomo politico ha dichiarato che, con la liberalizzazione delle professioni in Italia, è stato eliminato il sistema dei privilegi. Mi chiedo se sia realmente bastato fare una riforma che liberalizza paniettieri e taxisti (ma non notai) per togliere quella pestilenza che si diffonde in tutta la nostra società, rappresentata dal sistema di privilegi, conoscenze, favori e favoritismi e segnalazioni di persone importanti. Penso proprio di no. Oggi come ieri, nel nostro Paese chi vuole diventare un professionista, o aspirare ad un posto di lavoro, prima deve sperare che non ci sia qualche raccomandato di mezzo e poi di essere la persona giusta per quella posizione. Insomma, la battaglia con la concorrenza sul mercato del lavoro non si combatte sul piano della competenza e della motivazione, bensì su quello della segnalazione. In genere, fanno eccezione quei lavori che non vorrebbe fare nessuno (e con questi non intendo solo la raccolta di pomodori), ma quei lavori precari – o flessibili come va di moda oggi -, sottopagati e con alto livello di sfruttamento, per i quali ci sono pochi candidati e zero raccomandati. Certo che a descriverla così mi viene da dire “che schifo”, perciò mi chiedo se questa sia effettivamente la realtà da combattere (e come?) o se qualcuno mi può testimoniare esperienze più positive e incoraggianti.

0 Risposte a “La società dei privilegi”



  1. Ancora nessun commento.

Lascia un commento




CALENDARIO

Marzo: 2008
L M M G V S D
« Feb   Apr »
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31  

CHI E’ CONNESSO

web counter

DA DOVE SIETE CONNESSI