Alle dogane dell’Est danno il dietrofront alla mozzarella di bufala per il pericolo diossina. E l’Unione Europea non risponde nulla. Nulla da stupirsi, la solita politica lassista e autoflagellante “made in Bruxelles”, che spalanca le dogane ad ogni genere di cianfrusaglia cinese, mentre pone il veto a qualsiasi bene prodotto in casa. Non gli importa se i bambini europei rischiano di intossicarsi con i giocattoli cinesi, ben vengano i 160 milioni di pelati cinesi sbarcati nel 2007 e pronti per essere diluiti e smerciati come nostrani e via anche al dentifricio anticongelante prodotto all’Est. Per non parlare del via libera ai tessuti importati che, secondo le analisi effettuate nel 2006 dall’Istituto Superiore di Sanità e dai Nas, risultano impregnati di formaldeide, una sostanza conservante, battericida ed altamente cancerogena, con livelli accertati 900 volte maggiori di quelli consentiti dall’Organizzazione mondiale della sanità. Insomma loro mandano indietro la bufala, mentre noi siamo pronti a intossicarci. Non sarebbe il caso di imparare un po’ da loro e iniziare ad applicare una politica di salvaguardia della nostra salute ed economia?
4 Risposte a “Dietrofront per la bufala”
- 1 Trackback su Marzo 30, 2008 alle 5:13 pm
- 2 Trackback su Marzo 30, 2008 alle 7:36 pm
Hai perfettamente ragione. L’Europa e l’Italia fanno dei controlli nulli sul materiale che arriva presso le nostre dogane. Passa di tutto e nessuno dice nulla. Quanta roba cinese dovrebbe essere distrutta o analizzata per capire come diavolo la producono.
Ci sarebbero molti modi per iniziare a salvare la nostra povera economia partendo da qui, ma certo è che sarebbe bello, in un’economia globalizzata, poter competere ad armi pari con chi ora produce in modo sleale!!! Per la povera bufala invece sta diventando il solito pasticcio all’italiana.
Tutti comprano Cina, negandolo, perchè ormai siamo in un circolo vizioso dal quale chissà come faremo a uscire:
1) si sostiene formalmente di non comprare china x’ non sta bene, fa male, è di scarsa qualità non è economicamente e socialmente corretto. Se diamo spazio ai prodotti cinesi abbassiamo la qualità della nostra vita, mettiamo in pericolo la nostra salute, compriamo quello che è stato prodotto nel disinteresse dei diritti umani e delle leggi civili e di mercato. Non solo, mettiamo in ginocchio la nostra economia e, quindi, la nostra società perchè se non c’è produzione non c’è lavoro.
2) nella pratica si compra china, perchè tutto è tremendamente caro e per arrivare alla cosiddetta “terza settimana” ci togliamo un po’ la puzza sotto il naso e copriamo quanto di peggio offra il mercato. Oppure compriamo china perchè non abbiamo alternativa, perchè quel prodotto lo fanno là.
Di fatto, un po’ per noi e un po’ per causa delle istituzioni ci stiamo rovinando salute ed economia. E penso sia inutile che in 4 gatti boicottiamo china se le istituzioni non si decidono a dare lo stop a quelle merci che ci hanno fatto perdere il senso del gusto, della genuinità e del bello. Ma, soprattutto, che ci hanno tolto l’orgoglio di saper fare qualcosa di unico in casa nostra.