E alla fine “Yes, we can”

Ricordate quel post su chi era il volto della svolta epocale nella politica mondiale? Tra la donna modello Thatcher e il politico con gli occhi che ridono gli americani hanno scelto lui come promotore delle speranze di tutti quelli che vogliono cambiare, che vogliono rompere con le vecchie regole e vecchi equilibri che hanno governato il mondo fino ad oggi, ma che ormai rappresentano il vincolo principale del progresso . Yes, we can sta un po’ per rompere, cambiare e guardare avanti:

  • rompere con i soliti quattro cretini che sventolano al mondo i loro lussi e i loro eccessi e dettano ogni giorno le regole del gioco, chi farà cosa e quanto prenderà;

  • rompere con quelli che osannano il liberismo e le pari opportunità per tutti,celando dietro le parole un sistema di caste non così diverso da quello dei Paesi d’Oriente;

  • rompere con quelli che dicono che dobbiamo salvare il Pianeta e intanto fanno crescere gli utili dei petrolieri;

  • rompere con quelli che si riempiono la bocca di frasi facili sulle guerre civili e sui diritti delle donne e poi scambiano il Darfur con un tipo di stoffa;

  • rompere con i terroristi del caro-vita, della crisi dei mutui, del “non si arriva più alla terza settimana”, ma che ci guadagnano a tenere le cose così come stanno;

  • rompere con quelli che professano la democrazia con la guerra..

Ma basta con i rompere, “yes, we can” è un messaggio di speranza e di volontà di poter cambiare e di rendere il mondo un po’ più possibilista di come si presenta adesso. E se sarà con il politico dagli occhi che ridono o con qualcun altro, l’importante è rompere e cambiare presto.

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